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Nino Savarese, Gatteria, Sellerio, 1992

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  Nino Savarese, Gatteria, Sellerio, 1992   Gatteria è un testo a cui sono particolarmente affezionato. Fa parte di una “trilogia” di racconti tutti incentrati sul tema del fantastico, ma, certo, si potrebbe parlare a buon ragione di realismo magico: Ploto, l’uomo sincero; Malagigi . Sono testi che è possibile assimilare all’opera narrativa di Vincenzo Bonaviri, con richiami alla realtà adombrati in una sorta di riflessione non palesemente dichiarata.   Del resto l’ombreggiatura fantastica di certi autori, è uno degli elementi costitutivi della letteratura siciliana. La tentazione è di assimilarla all’esperienza del barocco ma certamente si limiterebbe lo sguardo al passato, piuttosto che a un esistenzialismo nella cui matrice si è impresso gran parte del Novecento. La fantasticheria, in Savarese, finisce per influenzare anche la Storia, incontrandosi con l’epos e la narrazione donchisciottesca: Il capo popolo, I fatti di Petra, Marcomanno,  una sorta di epica coscie...

Raffaele Poidomani Moncada, Carrube e cavalieri, Thomson editore 1969

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  Raffaele Poidomani Moncada, Carrube e cavalieri , Thomson editore 1969   Diciamo subito un paio di cose sull’opera di Poidomani. Questa è stata interamente raccolta dall’editore Colibrì in quattro ponderosi volumi e comprende, oltre alla narrativa, le poesie e gli interventi giornalistici e di critica. Delle opere di narrativa mi prometto di leggere la sua seconda raccolta di racconti, Tempo di scirocco.   Un’ampia biografia si può leggere presso l’editore Colibrì.   Luciano Zinna, che introduce il volume dedicato alla narrativa, così si lamenta: «Ben noto e grandemente apprezzato nella zona iblea, Poidomani è, nel resto del Paese, conosciuto da alcuni specialisti e pressoché ignorato dal grande pubblico, come accade a non pochi “grandi” della cosiddetta letteratura sommersa, che registra nel XX secolo, specie in Sicilia, una ricca messe di esponenti» . La solita questione, insomma; ma Carrube e cavalieri è un opera che, ne sono certo, avrebbe potuto godere di una ...

Gino Novelli, Migliore stella, La Tradizione, 1931

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Gino Novelli, Migliore stella , La Tradizione, 1931   Coerentemente con quanto detto nella premessa a 5 poeti , anche Novelli alterna testi in versi e in prosa - la prosa funziona come dispositivo antiretorico, e quindi etico, contro l’eccessivo sperimentalismo delle forme -.    L’impressione di semplicità e chiarezza che si riceve dalla lettura, rimanda allo stile e ai temi di Pierre Reverdy, ma anche per gli effetti di pacato e controllato surrealismo che si possono apprezzare in certe descrizioni di strade vuote, di paesaggi in cui l’essere vaga, sperduto.   La parola, insomma, è intesa come predisposizione a un essere più autentico, persino fuori dalla letteratura, dalle sue estetiche e dalle sue invenzioni. Un sottile strato di malinconia avvolge una realtà non finita, non baciata dalla grazia del divino.

Antonio Castelli, Passi a piedi passi a memoria, Sellerio, 1985

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  Antonio Castelli, Passi a piedi passi a memoria , Sellerio, 1985   Si tratta di un libro che antologizza i due romanzi di Castelli: Gli ombelichi tenui , Lerici, 1962 e Entromondo , Vallecchi, 1967.   E’ uno di quei libri conservati nello speciale scaffale degli eventi assoluti della vita, pochissimi, in realtà, comprato nel mio primo anno di residenza a Milano e letto nel ricordo di un’isola che si allontanava, come manuale minimo, e per certi casi scientifico, dell’animo dei siciliani.  Castelli fu autore appartatissimo, la cui opera, costituita essenzialmente dai due romanzi e da inediti sparsi, è stata pubblicata nel 2008 dalla casa editrice Salvatore Sciascia. A voler sintetizzare la scrittura di Castelli riporto il ricordo affettuoso di Leonardo Sciascia in Morte dell’inquisitore: “E mi hanno accompagnato in questo lavoro, così come certi temi musicali per ore o giornate intere a volte ci accompagnano, certe notazioni (di natura musicale appunto) del mio amic...

Nino Savarese, Cronachetta siciliana dell'estate 1943

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Nino Savarese, Cronachetta siciliana dell’estate 1943 Ci sono due modi per leggere Nino Savarese: la narrativa, oppure libri come Ricerca di un’ombra, Congedi, La goccia sulla pietra, Cose d’Italia etc… opere costituite da riflessioni sulla storia, sulla cronaca, sulle cose e su se stesso. Qualche critico ha autorizzato l’idea che questa “cronachetta” costituisca l’esito più riuscito di una scrittura in equilibrio tra i fatti della realtà e un certo modo di esporli, avendo massima cura dello strumento, cioè della parola.   Oggi quasi dimenticato, in vita Savarese fu scrittore riconosciuto, giornalista e autore di teatro. Il suo stile è legato all’esperienza letteraria della storica rivista “La Ronda” ma egli era anche interessato a una visione epica della realtà, trasposta letteralmente nel tempo dell’epos: Rossomanno, I fatti di Petra, Il capopopolo . Diversamente in opere come Malagigi, Ploto, Gatteria , prevale una sorta di realismo magico che lo avvicina alla scrittura di un a...